VIRGOLINI, OSBAT E MOLTE
ALTRE FAMIGLIE
Appunti per una ricerca
genealogica
GENEALOGIA
(aggiornamento:
20.6.2008)
Tra le più diffuse utilizzazioni della documentazione archivistica
d'età moderna e contemporanea vi è quella finalizzata alla ricostruzione degli
alberi genealogici. Le motivazioni sono le più diverse e vanno dalla semplice
curiosità per le proprie "radici" a ben più consistenti ragioni
legate alla possibilità di avere "cittadinanze" plurime come avviene
per italiani che sono emigrati in Argentina, ad esempio, e sono divenuti
cittadini di quel paese ma possono richiedere anche il passaporto dell'Unione
Europea in quanto originari di uno dei suoi paesi.
Una corretta ricostruzione di un albero genealogico presuppone la
conoscenza di una ampia tipologia di documenti (dai registri sacramentali agli
stati delle anime, dai processetti matrimoniali ai testamenti, dai catasti agli
altri atti notarili, dai documenti anagrafici post-unitari - in Italia - alla
documentazione di carattere fiscale, dalla corrispondenza privata alla
documentazione orale, etc.) e di archivi di diversa natura.
Le pagine che seguono sono
studi intorno a famiglie vissute nel nord est d’Italia, tra Friuli e Venezia
Giulia (Virgolini e Osbat), nel
Centro Italia, tra Toscana, Marche e Lazio.
La ricerca sui Virgolini è anche
una esercitazione finalizzata alla verifica della corretta impostazione
dal punto di vista dell'uso delle fonti ma costituisce un progetto di creazione di collegamenti
(virtuali o reali) tra i discendenti dei diversi rami della famiglia che sono
ormai diffusi in tutto il mondo partendo dal Friuli, dove sono arrivati (non si
sa con certezza da dove) nel XVI o nel XVII secolo.
L’avvio della
ricerca genealogica sui Virgolini
La ricostruzione dell'albero geneaologico della famiglia VIRGOLINI
e lo sviluppo dei contatti con quei Virgolini che erano emigrati dal Friuli tra
XIX e XX secolo verso l’Argentina sono stati al centro degli interessi di Mario
Virgolini (1917-1986) negli ultimi anni della sua vita. Lo muovevano in questa
direzione un profondo senso della famiglia (intrecciato con un grande interesse
per la sua famiglia di origine), una passione per le vicende storiche del suo
Friuli, la voglia di stabilire contatti e di riprendere fili che si erano
interrotti con quei membri della "grande famiglia" Virgolini che ora
sono sparsi per il mondo.
Le ricerche di Mario Virgolini sono state riprese e proseguite dai
suoi nipoti (figli di sorelle di Mario Virgolini) Mario Buttò, Alessandro
Sandra , Luciano Osbat e poi anche da altri nipoti diretti (figli di figli di
Mario Virgolini) come Margherita Virgolini. Sulla scorta dei risultati delle
ricerche e anche per rendere onore alla memoria di Mario Virgolini e degli
altri Virgolini defunti, per iniziativa di alcune delle persone citate sopra e
di altri discendenti dei Virgolini come Emerenziana (detta Mery) Borella, sono
venuti una serie di incontri tra discendenti dei VIRGOLINI, prima del ramo di
Luigi Virgolini e Maria Cettolo e poi anche di quello di Antonio Virgolini e
Caterina Cettolo, tutti due i rami stabilitisi a Sevegliano di Bagnaria Arsa
(Udine) nel corso del XIX secolo. L'ultimo di questi incontri è avvenuto
nell'agosto 1999 e a questo incontro si riferisce una foto di gruppo che è
allegata a questa pagina.
E' da queste premesse che ha preso avvio una vera e propria
ricerca condotta dal responsabile di questa pagina e che è aperta a contributi
che possono venire da tutti e da tutte le parti del mondo e che è parallela ad
altre ricerche condotte da Virgolini friulani (o loro discendenti) e daVirgolini
argentini (o loro discendenti).
Per la ricerca che io sto portando avanti segnalo il mio indirizzo
di posta elettronica (Luciano Osbat: osbat@unitus.it
o
Alle origini dei
Virgolini
Le origini più lontane dei VIRGOLINI, sinora accertate (ottobre 2009) da documenti
scritti, sono quelle relative alla presenza di Virgolini (o Vergolin) a Jalmicco
nella seconda metà del 1600, poi risultano presenti diversi Virgolini tra
Jalmicco e Palmada nel corso del Settecento. Le discendenze che portano ai rami
dei Virgolini friulani e argentini partono dal matrimonio tra Pietro Virgolini
(1785-?) e Domenica Minigutti (1790-?), matrimonio avvenuto l'8.2.1804 a
Jalmicco (una frazione oggi del comune di Palmanova in provincia di Udine). E'
loro figlio Antonio Virgolini (1812-1893) che sposa Anna Zof (1818-1888) e che si trasferisce a Sevegliano, Comune di Bagnaria Arsa intorno alla metà dell’Ottocento.
Uno dei figli di Antonio e Anna è Pietro Virgolini (1843-1916) che sposa Maria
Zamparo (1847-1911). Altri sei tra fratelli e sorelle emigrano in Argentina, un
fratello si fa prete r rimane in Friuli. Da questo nucleo familiare hanno avuto origine
anche i Virgolini che si sono stabiliti a Sevegliano, nel comune di Bagnaria ArsaAntonio
Virgolini (1872-1931) che ha sposato Caterina Cettolo (1877-1969), Luigi Virgolini (1814-1920) che ha sposato
Maria Cettolo (1880-1951)., altri fratelli e sorelle tutti emigrati in
Argentina Caterina e Maria Cettolo erano sorelle originarie di Bicinicco
(Udine). Da questi due fratelli che hanno sposato due sorelle hanno tratto
origine gli attuali discendenti, alcuni dei quali si sono incontrati per una
festa insieme il 1° agosto

Foto ricordo dell'incontro dell'1.8.1999
La ricostruzione di un albero genealogico è un lavoro di pazienza,
di studio, di intuito. La maggiore difficoltà è quella della disponibilità
delle fonti e poi la loro completezza e attendibilità. Nel caso della ricerca
sui Virgolini, la documentazione di partenza è stata quella conservata presso
l'Ufficio anagrafe e stato civile del Comune di Bagnaria Arsa (Udine), dato che
Sevegliano è frazione di questo comune ed è a Sevegliano che si trovano ancora
nuclei importanti di Virgolini.
Il documento di avvio è stato un "Foglio di famiglia".
Esattamente il "Foglio di famiglia" n. 230 del Comune di Bagnaria
Arsa, relativo alla Frazione di Sevegliano, Via Campolonghetto, n. 21 (poi Via
IV Novembre). Era in questa casa che abitavano Antonio Virgolini e Anna Zof, i
loro figli, nuore e generi, nipoti e pronipoti. Dallo stesso "Foglio di
famiglia" si deducono le date e i luoghi di nascita di ciascuno, in alcuni
casi anche le date della morte o della uscita dal territorio del Comune, se
l'uscita era stata documentata come avveniva nel caso di emigrazione in
America.
Dallo stesso documento si scopre che Antonio, come già detto, era figlio di Pietro e di Domenica Menigutti,
che era un contadino, che era nato a Jalmicco il 1° agosto 1812. Anna Zof era
figlia di Antonio e di Rosa Sbaizero, era nata a Clauiano il 1° novembre 1818.
Antonio ed Anna erano vissuti a Jalmicco sino agli anni intorno al 1845-1846
dato che i primi figli (Pietro e Giuseppe) nascono a Jalmicco mentre quelli
successivi (da Giobatta in avanti) nascono tutti a Sevegliano dopo il 1847.
E' a partire da questo documento che si sono tracciati i primi
"rami" dell'albero genealogico che risulta quindi così composto,
sulla base del citato "Foglio di famiglia":
Antonio Virgolini e Anna Zof sono i genitori di:
o
Pietro, nato il 5.10.1842 a Jalmicco
o
Giuseppe, nato il 18.10.1845 a Jalmicco
o
Giobatta, nato il 27.11.1847 a Sevegliano
o
Agostino, nato il 27.8.1849 a Sevegliano
o
Celeste, nato il 6.2.1854 a Sevegliano
o
Giulio, nato il 6.1.1856, sacerdote a Sevegliano
o
Alessandro, nato il 14.3.1860 a Sevegliano
o
Teresa, della quale non mi è nota la data di nascita.
Abbastanza più complesso è il risalire alle origini di Antonio
Virgolini. Il "Foglio di famiglia" di Bagnaria Arsa lo dava nato a
Jalmicco, ora frazione di Palmanova ma un tempo (prima del 1797) luogo di
confine tra
Un "Ruolo della popolazione della Frazione di Jalmicco"
del 1834 (che in quegli anni era diventata frazione di Palmanova pur dipendendo
ancora dalla parrocchia di Trivignano Udinese) ci aiuta a scoprire che Antonio
era figlio di Pietro Virgolini e di
Domenica Minigutti. Pietro era nato il 16 novembre 1782 mentre Domenica era
nata il 27 febbraio 1785. Si erano sposati l'8 febbraio 1804. Pietro, a sua
volta, sembrerebbe essere figlio di Antonio Virgolini e di una Antonia non
meglio precisata.
Nulla di più dicono i registri pubblici mentre i registri
sacramentali, conservati negli archivi parrocchiali (che potrebbero aggiungere
molti altri particolari) non sono tutti disponibili. Quelli di Jalmicco si
tramanda che siano andati distrutti in un incendio della prima metà del XIX
secolo. E' probabile che qualche informazione si possa trarre dalla
consultazione dei registri di Trivignano e di qualche altra parrocchia del
territorio.
[I registri
sacramentali sono di quattro tipi: i registri dei battesimi, i registri delle
cresime, i registri dei matrimoni e i registri dei defunti. La registrazione
effettuata era quella della somministrazione dei sacramenti mentre per il
registro dei defunti veniva registrata la funzione funebre per fini fiscali
(una quota parte degli introiti spesso era reclamata dal vescovo). Accanto a
questi registri, in ogni parrocchia, annualmente doveva essere redatto uno
“stato delle anime”, un vero e proprio censimento che serviva ai parroci per
verificare chi aveva assolto il precetto pasquale (cioè si era confessato e
comunicato nel periodo di Pasqua). Spesso però gli stati delle anime sono stati
buttati: lì dove sono stati conservati sono una testimonianza preziosa della
vita della popolazione nella singola parrocchia.
Solo le chiese
parrocchiali avevano l’obbligo della redazione e della conservazione dei
registri sacramentali. Quindi, quando si fanno queste ricerche, il primo problema è determinare qual era la
chiesa parrocchiale competente per territorio. C’è poi da vedere da quale epoca
quella chiesa è diventata parrocchiale e da chi dipendeva in precedenza.
L’appartenenza ad
una parrocchia determina di conseguenza l’appartenenza ad una diocesi. Ma anche
a proposito delle diocesi spesso sono intervenute variazioni che hanno
determinato la creazione di documentazione in località diverse.
Nel caso nostro,
quando cessa di esistere il Patriarcato d’Aquileia (1751) e viene formata
l’arcidiocesi di Udine e l’arcidiocesi di Gorizia, il territorio che sino ad
allora aveva costituito una unica istituzione viene diviso tra due entità e da
quel momento le carte prodotte dalle due diocesi cominciano a raccogliersi in
due archivi diversi: nel nostro caso nell’Archivio diocesano di Udine e
nell’Archivio diocesano di Gorizia.
Tutto questo ci interessa direttamente, come vedremo presto, perché
Jalmicco si trova due volte sul confine: confine di Stato e confine di Diocesi.]
La ricerca sulle
vicende della famiglia Virgolini anteriori al 1800
Jalmicco era la località dove abitavano i Virgolini prima del loro
trasferimento a Sevegliano. Non sappiamo quando i Virgolini si siano stabiliti
a Jalmicco e da dove provenissero.
[Jalmicco, come
già detto, era stata una località di
confine per tutta l’età moderna dal 1500 al 1797: era compresa nei territori
che il Trattato di Noyon (1516) aveva assegnato all’Arciduca d’Austria. E nei territori austriaci fece parte prima
della Contea di Gorizia, poi della Contea di Gradisca (dal 1647 al 1717), poi
di nuovo della contea di Gorizia.
Il confine tra Palma
(l’attuale Palmanova) e il mare fu sempre oggetto di controversie tra Venezia e
Vienna: nel 1754 si attivò una commissione bilaterale che giunse a determinare
i confini e a renderli pubblici (tra il 1756 e il 1757: vedi Morelli di
Schonfeld, vol. III, p. 58).
Dopo il passaggio
di Napoleone, per alcuni anni tutto il Friuli era caduto sotto la dominazione
austriaca; poi fu riconquistato dai
francesi ed annesso al Regno d’Italia (dal 1806 al 1814), dopo di che ritornò a
far parte dei territori austriaci del Regno Lombardo-Veneto. Dal 1815
Jalmicco fu inserito nella Provincia del
Friuli, Distretto di Palma (e non più nella Provincia di Gorizia) fino al 1866
quando divenne italiana.]
Ma a quella data i Virgolini (almeno in parte) si erano già
trasferiti a Sevegliano.
[Dal punto di
vista della giurisdizione ecclesiastica, Jalmicco fece parte del Patriarcato
d’Aquileia (come tutto il Friuli) fino al 1751.
Il territorio del Patriarcato, dopo quella data, fu diviso tra le
diocesi di Gorizia e la diocesi di Udine. E Jalmicco, pur facendo parte della
Contea di Gorizia, sembrerebbe essere dipeso dalla parrocchia di Trivignano e
dalla parrocchia di Palmada, quindi dalla diocesi di Udine.
Trivignano è la
pieve principale in quel territorio sin dai tempi più antichi. Ma già nel
medioevo tra i luoghi e le chiese soggette a Trivignano erano nate divisioni
che portano Chiopris a costituire un contraltare di Trivignano (e Viscone,
Nogaredo e Medeuzza la seguiranno distaccandosi anch’esse da Trevignano). Tra la fine del XV e i primi decenni del XVI
secolo anche Clauiano si stacca da Trivignano e porta con se Merlana, Merarolo
e Jalmicco (Tilatti, 2006, p. 82 e 118).
Nella prima parte del XIX secolo Jalmicco sembra dipendere nuovamente da
Trivignano. Poi, tra il 1845 e il 1846,
Jalmicco diventa parrocchia per conto proprio.
Jalmicco è
descritto come un complesso di 49 case
nel 1700. Forse il paese era diviso in due
borghi: il “borgo di sopra” e il “borgo di sotto”. E’ possibile che la
divisione dipendesse da una spartizione operata dalla linea di confine
diventata definitiva nella prima metà del XVI secolo e che uno fosse legato a
Trivignano (e quindi a Udine) e l’altro
(forse) alla diocesi di Gorizia. E’ certo che nei documenti dell’Archivio
parrocchiale di Trivignano tra 1700 e 1800 compaiono abitanti di Jalmicco tra i
quali i nostri Virgolini.
Un caso certo di
appartenenza della stessa parrocchia ai due stati è quella di Chiopris: questo luogo era in territorio austriaco
mentre le chiese dipendenti di Medeuzza e di Viscone erano in territorio veneto
(Morelli di Schonfeld, vol. III, p. 261). Al tempo di Giuseppe II (forse nel 1782 o forse nel 1786) le
giurisdizioni straniere negli stati austriaci devono essere state abolite. E’ quanto
accade per alcune località della Valsugana già parte della Diocesi di Feltre ma
in territorio asburgico che vengono separate dalla Diocesi di Feltre e inserite
in quella di Trento (che era completamente in territorio asburgico).]
Fino ad oggi non ho trovato notizie più precise.
Fonti d’archivio:
Trivignano Udinese, Archivio della parrocchia di S. Teodoro martire (Piazza Municipio 9,
33050 Trivignano Udinese)
- “Registro de’ Matrimoni nella Parrocchia di
Trivignano dalli 16 agosto 1784 fino…”,[6 dicembre 1873]
- “Cresimati dal 1808-
- “Morti a Trivignano dalli 4 settembre 1792 sino a
tutto
Tavola 1: I confini intorno a Jalmicco tra Repubblica Veneta e
territori austriaci nel XVI-XVIII secolo.

Due anni dopo che Jalmicco si era staccata dalla parrocchia di
Trivignano e si era costituita in chiesa
(parrocchia) autonoma, un incendio ha distrutto i documenti della parrocchia
(che però dovevano essere ben poca cosa dato che la parrocchia era stata appena
costituita).
Nel registro dei Cresimati
e in quello dei Morti di Trevignano
non c’è nessun Virgolini. Sulla base del Registro
de’ Matrimoni si sono messe insieme tutte le notizie che integrano, sino ad
oggi, i dati riferiti dall’Archivio comunale di Bagnarla Arsa.
[Per cercare nuovi
elementi l’indagine si è rivolta alle carte conservate all’Archivio di Stato di
Udine, a cominciare da due fondi: l’Archivio notarile antico e lo Stato civile
napoleonico.
L’Archivio
notarile antico è stato consultato nella speranza che, tra gli atti notarili
rogati nel territorio della Repubblica di Venezia, Patria del Friuli, nelle località di confine vicine a Jalmicco,
si trovassero riferimenti ai Virgolini. Il punto di avvio è stato determinare
quali erano le località sedi di notaio tra Palma, Trivignano, S. Maria la
Longa, Bagnarla Arsa e la linea di confine con i territori arciducali. Sono
risultati presenti e operanti notai a Palma, a Clauiano, a Merlana, a Privano,
a Sevegliano, a Viscon di Torre. Non vi sono notai che rogano atti a
Trivignano; vi è qualche atto (tra quelli consultati) che riguarda abitanti di
Jalmicco mentre non vi sono notai veneti a Jalmicco perché, appunto, è
territorio arciducale. Le buste da
controllare sono ancora tante: solo per Palma sono 130; lo spoglio è appena
cominciato e per ora non sono emersi risultati.
Cosa si potrebbe
trovare? Gli atti notarili non riguardano solo momenti importanti come i
testamenti o le doti matrimoniali (che presuppongono comunque una condizione di
benessere economico propria di poche persone) ma anche la contrazione di
prestiti o l’affitto di un campo o di una casa e tra questo tipo di contratti
speravo di incontrare qualcuno dei Virgolini. Per ora non è accaduto: sono
stati esaminati i protocolli relativi a Clauiano (6 buste).
Qualche dato più
interessante è emerso da una seppur veloce consultazione di alcune buste dello
Stato civile napoleonico che copre gli anni 1806-1815. E’ ordinato per i comuni
di allora e vi sono buste che riguardano sia Clauiano che Jalmicco (oltre a
tutte le altre località del medio Friuli): si ricordi che durante questi anni
tutto il Friuli era parte del Regno d’Italia, fino al confine dell’Isonzo.
Per lo Stato
civile napoleonico Jalmicco è un comune autonomo mentre in alcuni casi sembra
che Clauiano e Jalmicco (e Sottoselva) compongano un unico comune (cfr. le Fonti
d’archivio indicate sotto).
Da quest’ultima
fonte si hanno alcune conferme ai dati già posseduti e vi sono alcune aggiunte.]
Le conferme
Nei registri delle nascite del periodo 1811-1815 troviamo notizie
di Giacomo Virgolini e di Anna Aizza: nasce un loro figlio, Pietro, il 19.5.1811 e un altro figlio, Stefano, il
13.3.1815.
Nasce anche un loro nipote che è
Giacomo, nato il 17.6.1814: è
figlio di Antonio Virgolini (di anni 20 da Jalmicco, figlio di Giacomo e di
Anna Aizza) e di Orsola Bon di Medeuzza (che si erano sposati il 24.7.1813).
L’altro figlio di Giacomo e di Anna Aizza, Domenico, aveva sposato Anna Bearzot
il 9.2.1820. Il figlio di Domenico e di Anna Bearzot, Giuseppe aveva sposato
Caterina Bon il 14.2.1855.
Troviamo poi notizie di Pietro Virgolini e di Domenica Minigutti:
muore un primo figlio Gianbattista di 3 anni il 23.11.1808; nasce la figlia
Teresa il 22.10.1808; nasce il figlio Gianbattista, il 28.2.1811; nasce il
figlio Antonio l’1.8.1812; nasce il figlio Giulio il 28.3.1815 (quando Pietro
risulta avere 32 anni ed è definito “villico” di Jalmicco).
Le novità
Nasce Giacomo il 27.12.1809, figlio di Stefano Virgolini e di
Orsola Ceccotti.
Troviamo un Giuseppe che
nasce il 28.3.1811 ed è figlio di Stefano Virgolini (di 43 anni di Jalmicco) e
di Anna Gallina.
C’è poi una Anna Maria, che nasce il 6.7.1812, figlia di un altro
Stefano Virgolini (di 23 anni) e di Orsola Ceccotti di Villanova.
C’è Domenico, nato l’8.6.1812, figlio di Antonio Virgolini (di 23
anni) e di Orsola De Corti di Joannis.
Ancora c’è Gianbattista, che nasce il 3.9.1813, figlio di Stefano
Virgolini e di Orsola Ceccotti.
C’è Carlo, che nasce il 25.4.1814, figlio di Antonio Virgolini (di
23 anni da Jalmicco) e di Orsola De Corti
In questi registri si nota quasi sempre la versione Vergolin o
Vergolino al posto di Virgolini.
Come si collegano le novità alle cose già note?
Oltre ad Antonio, Giacomo e forse Domenico che sarebbero figli dello
stesso padre che si chiama Giuseppe, a Jalmicco c’è almeno un altro ceppo di
Virgolini da cui derivano lo Stefano che ha sposato Anna Gallina, lo Stefano
che ha sposato Orsola Ceccotti e l’Antonio che ha sposato Orsola De Corti
Dal registro dei morti per quegli anni abbiamo qualche altra
novità.
Il 23.11.1808 troviamo registrata la morte di Giovanbattista
Virgolini, di 3 anni, figlio di Pietro e di Domenica Minigutti (sono
domiciliati lì).
Il 3.4.1812 troviamo registrata la morte di Caterina Carlini,
vedova di Giambattista Virgolini di Jalmicco, di anni 70
Il 25.7.1812 troviamo registrata la morte di Anna Maria (ha 18
giorni), figlia di Stefano Virgolini e di Orsola Ceccotti.
Il 10.9.1813 troviamo registrata la morte di Gianbattista( ha 8
giorni), figlio di Stefano Virgolini e di Orsola Ceccotti.
Il 2.2.1814 troviamo registrata la morte di Michele Virgolini (di
anni 60), mendicante, vedovo di Maria Paviot di Jalmicco. Era figlio di
Valentino Virgolini e di Maddalena Macor, villici di Jalmicco.
Il 6.11.1814 troviamo registrata la morte di Antonia Minigutti, di
anni 55, moglie di Domenico Virgolini.
Dal registro dei matrimoni infine risulta che il 27.11.1808 si
erano sposati Giuseppe Gioacchino Cossaro, agricoltore, vedovo, di 44 anni, e
Domenica Virgolini agricoltrice di 31 anni, figlia di Michele Virgolini e della
fu Maria Paviot. Domenica è nata il 23.3.1779 a Jalmicco. Sono tutti
“illetterati”.
La notizia relativa a Michele Virgolini ci consente di andare alla
prima meta del 1700: quando muore aveva 60 anni quindi era nato intorno al
1754. Suo padre, Valentino, doveva essere nato intorno al 1730 o anche qualche
anno prima.
La giurisdizione ecclesiastica nei territori intorno all’attuale
Palmanova
[La possibilità di
consultare le carte degli archivi parrocchiali conservati a Sevegliano, nel
comune di Bagnaria Arsa, ha aperto alla comprensione di come fosse organizzata
la giurisdizione ecclesiastica intorno a Palma (l’attuale Palmanova). Fuori
della Città la pieve aveva sede a Palmada e il pievano di Palmada aveva
giurisdizione anche su S. Lorenzo, Sevegliano, Sottoselva e metà di Jalmicco
(che era divisa in due dalla strada: la parte di sotto era di Palmada, la parte
di sopra era di Trivignano. La situazione di Jalmicco è cambiata nel 1782
quando, per decreto imperiale, a Jalmicco è stato dato un parroco che veniva
dalla parte austriaca per quella parte di territorio che ricadeva sotto
l’Austria). Sevegliano è diventata la pieve di riferimento dopo la distruzione
della chiesa di S. Croce di Palmada avvenuta nel 1797. Fino agli ultimi decenni
del 1700 i preti che esercitavano a Palmada avevano quindi competenza su parte
di Jalmicco e su quella parte della popolazione registravano i battesimi, i
matrimoni e i defunti (e forse facevano degli “stati delle anime”).]
Cfr. I Virgolini di
Jalmicco e di Palmada.
Gli atti notarili e le carte giudiziarie e fiscali conservate a
Gorizia
Un atto di vendita del 1683 parla di Giacomo e di Giovanni
Virgolini, figli di Giovanni: in quel anno cedono un pezzo di terra grande come due campi.
Questo, per il momento, è il più antico riferimento ai Virgolini
che sono presenti nella zona intorno a Palma-Palmada-Jalmicco.
Fonti
d’archivio:
Udine, Archivio di Stato, Fondo
Stato civile napoleonico
- “Stato civile. Registro delle morti della Comune
di Jalmico” (Per l’anno 1808; Per l’anno 1809; Per l’anno 1810)
- “Stato civile. Registro dei Matrimoni della
Comune di Jalmico” (Per l’anno 1808; per l’anno 1809; per l’anno 1810.
- “Stato civile. Registro delle Nascite della
Comune di Jalmico” (Per l’anno 1808; per l’anno 1809; per l’anno 1810).
- “Registro delle Morti della Comune di Clauiano”
(Per l’anno 1806; per l’anno 1807; Per l’anno 1808; Per l’anno 1809; Per l’anno
1810).
- “Registro delle morti della Comune di Clauiano e
Jalmicco” (Per l’anno 1811; Per l’anno 1812; Per l’anno 1813).
- “Registro morti per l’anno 1814. Claujano
Jalmicco con Sottoselva”.
- “Registro delle nascite della Comune di Claujano
per l’anno
- “Registro delle nascite della Comune di Claujano
e Jalmicco” (Per l’anno 1811; Per l’anno 1812).
- “Registro nascite. Anno 1813. Comune di Claujano
e Jalmicco”
- Claujano Jalmiccco con Sottoselva. Registro
nascite per l’anno 1814
- Registro nascite. Anno 1815. Comune di Claujano e
Jalmicco.
Sevegliano (Bagnaria Arsa), Archivio parrocchiale
- Registro segnato “1. Sevegliano. Battesimi 1568-1601.
Matrimoni 1567-
- Registro segnato “2.
Palmada. Sponsali e Matrimonii di forestieri febbraio
- Registro segnato “
- Registro segnato “4. Palmada” (sul dorso) e nella prima carta
interna “Liber baptizatorum Palmatae ab anno 1626 die 8 februarii usque ad 22
augusti anni
- Registro segnato “5. S. Lorenzo Sottoselva” (sul dorso).
Nella prima carta interna “Liber baptizatorum et mortuorum S. Laurentij et
Subsilvae”. Nati, matrimoni e morti tra il 1680 e il 1705. Carte non segnate.
- Registro segnato “6. S. Lorenzo” (sul dorso). Sulla coperta
“Liber mortuorum in S. Lorenzo a 1705 16 Maij usque
- Registro segnato “
- Registro segnato “
- Registro segnato “9. Matr. 1743-
- Registro segnato “
- Registro segnato “
- Registro segnato “11. Battezza. 1735-
- Registro segnato “
- Registro segnato “
- Registro segnato “
Il trasferimento dei Virgolini a Sevegliano
(Comune di Bagnarla Arsa)
Dal matrimonio di Antonio e
Anna Zof nasce Pietro che sposa Maria Zamparo che hanno come primi figli un
nuovo Antonio (che sposa Caterina Cettolo)
e Luigi (che sposa Maria Cettolo): con
questi matrimoni arriviamo a molti degli attuali discendenti che portano il
cognome Virgolini e che oggi sono sparsi per il Friuli e fuori, nel mondo. Altri
figli di Pietro Virgolini e Maria Zamparo sono Leonilda (che sposa Francesco
Sgubini ed emigra in Argentina), Ermenegildo (che sposa Anna Maria Gaspardis ed
emigra in Argentina), Maria Amabile (1879-1957), Umberto (1862-1882), Celeste
(che sposa Sante Beltrame e si trasferisce a Mortegliano), Elisabetta (che
sposa Antonio De Biasio e si trasferisce a Privano) e Caterina (che sposa Primo
o Pietro Martin e rimane ad abitare a Sevegliano). Tra i Virgolini e i Martin rimasti a
Sevegliano, che erano cugini in quanto figli di fratelli e sorelle, i rapporti sono stati molti intensi sempre. Una
tabella ricostruisce i dati che sono stati raccolti a suo tempo sui discendenti
di Caterina Virgolini e Primo Martin, tabella che
ha bisogno di molte integrazioni e precisazioni.
L’emigrazione dei
Virgolini in Argentina
L’emigrazione verso l’Argentina caratterizza la storia dei
Virgolini nel secondo Ottocento e primi del Novecento. Qualcuno ritorna per
breve tempo in Italia all’inizio del nuovo secolo e poi ritorna definitivamente
in Argentina. Tutte da scoprire le cause dell’emigrazione anche se si possono
immaginare. Due tabelle sono dedicate alla ricostruzione dei Virgolini partiti
per l’Argentina e alle famiglie che si sono formati: i Virgolini che erano figli
di Antonio e di Anna Zof, emigrati
tra il 1880 e il 1900, e quelli figli di Pietro
e di Maria Zamparo, emigrati all’inizio del 1900. In Argentina i Virgolini
si sono sistemati prevalentemente nelle province di Cordoba, di Rosario e a
Buenos Aires.
Tra la documentazione che è servita per costruire le precedenti
tabelle una importanza fondamentale ha avuto la corrispondenza di Mario
Virgolini con i discendenti dei Virgolini andati in Argentina: mancano ancora
tanti dati ma quelli che sono arrivati consentono di integrare quelli che sono
stati ricavati dai fogli anagrafici dei comuni di Bagnaria Arsa e di Péalmanova.
Bibliografia generale:
Morelli di Schonfeld C., Istoria
della Contea di Gorizia, Gorizia, 1855 (ristampa 1972);
Della Bona G.D., Osservazioni
ed aggiunte sopra alcuni passi dell’Istoria della Contea di Gorizia di Carlo
Morelli di Schonfeld, Gorizia 1856 (ristampa 1972)
Corbanese G.G., Il Friuli,
Trieste e l’Istria nel periodo veneziano. Grande atlante
storico-cronologico-comparato, Udine, Del Bianco Editore, 1987;
Bertolini G.L.-Rinaldi U., Carta
politico-amministrativa della Patria del Friuli al cadere della Repubblica
Veneta, Udine, Società storica friulana, 1913
Geat A., La
villa di Joannis, in “Studi goriziani”, XLI, Gorizia 1975
Miotti T., I castelli del Friuli/3. Le giurisdizioni
del Friuli orientale e la contea di Gorizia, Udine, Del Bianco, 1980
Gaspari P., Storia popolare della società contadina in
Friuli, Monza, Piffarerio, 1970
Battistella A., I Toscani in Friuli, Bologna, Zanichelli
1898
Burba G., Scorcio storico sul patriarcato d’Aquileia e
sull’arcidiocesi di Udine, in Stato
personale e locale dell’Arcidiocesi di Udine, Udine 1978, Arti grafiche
friulane
Stato personale e locale dell’Archidiocesi
di Gorizia, Udine Arti grafiche
friulane 1979
Tagliaferro A. (a
cura di), Venezia e il Friuli. Problemi
storiografici, Milano, Giuffrè editore, 1982
Dorsi P. P., L’organizzazione della giustizia a Gorizia
tra il 1783 e il 1850, “Studi goriziani”, LI/LII, 1980
Staffuzza B., Il notariato nella storia del Goriziano,
Gorizia 1984
Del Bianco Cotrozzi
M., La comunità ebraica di Gradisca
d’Isonzo, Udine, 1983
Cultura e formazione del clero fra ‘700 e
‘800. Gorizia, Lubiana e Lombardo-Veneto, Gorizia, Grafica goriziana, 1985
Gli ebrei a Gorizia e a Trieste tra ancien
regime ed emancipazione,
Udine, Del Bianco Editore, 1984
Carlo Michele Attems primo arcivescovo di
Gorizia (1752-1774). Atti del Convegno,
Gorizia 1990
Tavano L., La diocesi goriziana (1751-1982), in Annuario-Letopis dell’Arcidiocesi di Gorizia,
1991
Tilatti A. , I catapan di
Trivignano Udinese (secoli XIV-XVI), Roma, Istituto storico italiano per il
medio evo, 2006
Sulla
famiglia Osbat le ricerche sono solo all’inizio. Le prime indagini sono state
condotte all’Archivio diocesano di Gorizia e presso l’Ufficio dell’anagrafe
dello stesso comune. La famiglia è a Gorizia dalla fine del Millesettecento
(forse si sposta al centro della Città da uno dei sobborghi). Vi sono senza
dubbio diversi rami di Osbat dei quali io seguo solamente quello che ha dato
origine alla mia famiglia.
Sul foglio di
Excel che è collegato si leggono schematicamente i primi dati raccolti: (GenealogiaOsbat).