VIRGOLINI, OSBAT E MOLTE ALTRE FAMIGLIE

Appunti per una ricerca genealogica

 

GENEALOGIA

(aggiornamento: 20.6.2008)

 

Tra le più diffuse utilizzazioni della documentazione archivistica d'età moderna e contemporanea vi è quella finalizzata alla ricostruzione degli alberi genealogici. Le motivazioni sono le più diverse e vanno dalla semplice curiosità per le proprie "radici" a ben più consistenti ragioni legate alla possibilità di avere "cittadinanze" plurime come avviene per italiani che sono emigrati in Argentina, ad esempio, e sono divenuti cittadini di quel paese ma possono richiedere anche il passaporto dell'Unione Europea in quanto originari di uno dei suoi paesi.

 

Una corretta ricostruzione di un albero genealogico presuppone la conoscenza di una ampia tipologia di documenti (dai registri sacramentali agli stati delle anime, dai processetti matrimoniali ai testamenti, dai catasti agli altri atti notarili, dai documenti anagrafici post-unitari - in Italia - alla documentazione di carattere fiscale, dalla corrispondenza privata alla documentazione orale, etc.) e di archivi di diversa natura.

 

Le  pagine che seguono sono studi intorno a famiglie vissute nel nord est d’Italia, tra Friuli e Venezia Giulia (Virgolini e Osbat), nel Centro Italia, tra Toscana, Marche e Lazio.

 

La ricerca sui Virgolini è anche  una esercitazione finalizzata alla verifica della corretta impostazione dal punto di vista dell'uso delle fonti ma costituisce  un progetto di creazione di collegamenti (virtuali o reali) tra i discendenti dei diversi rami della famiglia che sono ormai diffusi in tutto il mondo partendo dal Friuli, dove sono arrivati (non si sa con certezza da dove) nel XVI o nel XVII secolo.

 

I VIRGOLINI

 

L’avvio della ricerca genealogica sui Virgolini

 

La ricostruzione dell'albero geneaologico della famiglia VIRGOLINI e lo sviluppo dei contatti con quei Virgolini che erano emigrati dal Friuli tra XIX e XX secolo verso l’Argentina sono stati al centro degli interessi di Mario Virgolini (1917-1986) negli ultimi anni della sua vita. Lo muovevano in questa direzione un profondo senso della famiglia (intrecciato con un grande interesse per la sua famiglia di origine), una passione per le vicende storiche del suo Friuli, la voglia di stabilire contatti e di riprendere fili che si erano interrotti con quei membri della "grande famiglia" Virgolini che ora sono sparsi per il mondo.

Le ricerche di Mario Virgolini sono state riprese e proseguite dai suoi nipoti (figli di sorelle di Mario Virgolini) Mario Buttò, Alessandro Sandra , Luciano Osbat e poi anche da altri nipoti diretti (figli di figli di Mario Virgolini) come Margherita Virgolini. Sulla scorta dei risultati delle ricerche e anche per rendere onore alla memoria di Mario Virgolini e degli altri Virgolini defunti, per iniziativa di alcune delle persone citate sopra e di altri discendenti dei Virgolini come Emerenziana (detta Mery) Borella, sono venuti una serie di incontri tra discendenti dei VIRGOLINI, prima del ramo di Luigi Virgolini e Maria Cettolo e poi anche di quello di Antonio Virgolini e Caterina Cettolo, tutti due i rami stabilitisi a Sevegliano di Bagnaria Arsa (Udine) nel corso del XIX secolo. L'ultimo di questi incontri è avvenuto nell'agosto 1999 e a questo incontro si riferisce una foto di gruppo che è allegata a questa pagina.

E' da queste premesse che ha preso avvio una vera e propria ricerca condotta dal responsabile di questa pagina e che è aperta a contributi che possono venire da tutti e da tutte le parti del mondo e che è parallela ad altre ricerche condotte da Virgolini friulani (o loro discendenti) e daVirgolini argentini (o loro discendenti).

Per la ricerca che io sto portando avanti segnalo il mio indirizzo di posta elettronica (Luciano Osbat: osbat@unitus.it o osbat.luciano@fastwebnet.it): è qui che possono essere inviati i dati in qualche modo collegabili ai VIRGOLINI e che, una volta vagliati, verranno inseriti nell’ipertesto in via di costruzione. La raccolta di dati parte con la costruzione dell'albero genealogico complessivo e con le articolazioni dei diversi "rami". Prosegue poi con la raccolta dei dati riferiti ai singoli membri della famiglia e, in alcuni casi, con immagini fotografiche di supporto. Tutto sulla base dei dati che sono reperibili pubblicamente e con quelli che i singoli interessati vorranno mettere a disposizione.

 

Alle origini dei Virgolini

 

Le origini più lontane dei VIRGOLINI, sinora  accertate (ottobre 2009) da documenti scritti, sono quelle relative alla presenza di Virgolini (o Vergolin) a Jalmicco nella seconda metà del 1600, poi risultano presenti diversi Virgolini tra Jalmicco e Palmada nel corso del Settecento. Le discendenze che portano ai rami dei Virgolini friulani e argentini partono dal matrimonio tra Pietro Virgolini (1785-?) e Domenica Minigutti (1790-?), matrimonio avvenuto l'8.2.1804 a Jalmicco (una frazione oggi del comune di Palmanova in provincia di Udine). E' loro figlio Antonio Virgolini (1812-1893) che sposa Anna Zof  (1818-1888)  e che si trasferisce a Sevegliano, Comune  di Bagnaria Arsa intorno alla metà dell’Ottocento. Uno dei figli di Antonio e Anna è Pietro Virgolini (1843-1916) che sposa Maria Zamparo (1847-1911). Altri sei tra fratelli e sorelle emigrano in Argentina, un fratello si fa prete r rimane in Friuli.  Da questo nucleo familiare hanno avuto origine anche i Virgolini che si sono stabiliti a Sevegliano, nel comune di Bagnaria ArsaAntonio Virgolini (1872-1931) che ha sposato Caterina Cettolo (1877-1969),  Luigi Virgolini (1814-1920) che ha sposato Maria Cettolo (1880-1951)., altri fratelli e sorelle tutti emigrati in Argentina Caterina e Maria Cettolo erano sorelle originarie di Bicinicco (Udine). Da questi due fratelli che hanno sposato due sorelle hanno tratto origine gli attuali discendenti, alcuni dei quali si sono incontrati per una festa insieme il 1° agosto 1999 a Sevegliano (Udine).

 

Foto ricordo dell'incontro dell'1.8.1999

 

La ricostruzione di un albero genealogico è un lavoro di pazienza, di studio, di intuito. La maggiore difficoltà è quella della disponibilità delle fonti e poi la loro completezza e attendibilità. Nel caso della ricerca sui Virgolini, la documentazione di partenza è stata quella conservata presso l'Ufficio anagrafe e stato civile del Comune di Bagnaria Arsa (Udine), dato che Sevegliano è frazione di questo comune ed è a Sevegliano che si trovano ancora nuclei importanti di Virgolini.

 

Il documento di avvio è stato un "Foglio di famiglia". Esattamente il "Foglio di famiglia" n. 230 del Comune di Bagnaria Arsa, relativo alla Frazione di Sevegliano, Via Campolonghetto, n. 21 (poi Via IV Novembre). Era in questa casa che abitavano Antonio Virgolini e Anna Zof, i loro figli, nuore e generi, nipoti e pronipoti. Dallo stesso "Foglio di famiglia" si deducono le date e i luoghi di nascita di ciascuno, in alcuni casi anche le date della morte o della uscita dal territorio del Comune, se l'uscita era stata documentata come avveniva nel caso di emigrazione in America.

 

Dallo stesso documento si scopre che Antonio, come già detto,  era figlio di Pietro e di Domenica Menigutti, che era un contadino, che era nato a Jalmicco il 1° agosto 1812. Anna Zof era figlia di Antonio e di Rosa Sbaizero, era nata a Clauiano il 1° novembre 1818. Antonio ed Anna erano vissuti a Jalmicco sino agli anni intorno al 1845-1846 dato che i primi figli (Pietro e Giuseppe) nascono a Jalmicco mentre quelli successivi (da Giobatta in avanti) nascono tutti a Sevegliano dopo il 1847.

 

E' a partire da questo documento che si sono tracciati i primi "rami" dell'albero genealogico che risulta quindi così composto, sulla base del citato "Foglio di famiglia":

 

Antonio Virgolini e Anna Zof sono i genitori di:

o                                            Pietro, nato il 5.10.1842 a Jalmicco

o                                            Giuseppe, nato il 18.10.1845 a Jalmicco

o                                            Giobatta, nato il 27.11.1847 a Sevegliano

o                                            Agostino, nato il 27.8.1849 a Sevegliano

o                                            Celeste, nato il 6.2.1854 a Sevegliano

o                                            Giulio, nato il 6.1.1856, sacerdote a Sevegliano

o                                            Alessandro, nato il 14.3.1860 a Sevegliano

o                                            Teresa, della quale non mi è nota la data di nascita.

 

Abbastanza più complesso è il risalire alle origini di Antonio Virgolini. Il "Foglio di famiglia" di Bagnaria Arsa lo dava nato a Jalmicco, ora frazione di Palmanova ma un tempo (prima del 1797) luogo di confine tra la Repubblica di Venezia e la Contea di Gorizia che apparteneva agli Asburgo. Quando Antonio nasce, quel territorio non era più veneziano: da un quindicennio Napoleone, con il Trattato di Campoformido, aveva deciso la fine della Repubblica di Venezia. La “Patria del Friuli” (come si chiamava il Friuli allora) da quella data fece parte dei territori austriaci, poi del Regno d’Italia sino al Congresso di Vienna (1815) quando si decise che entrasse a far parte dei domini asburgici come Provincia del Friuli.

Un "Ruolo della popolazione della Frazione di Jalmicco" del 1834 (che in quegli anni era diventata frazione di Palmanova pur dipendendo ancora dalla parrocchia di Trivignano Udinese) ci aiuta a scoprire che Antonio era figlio di Pietro Virgolini e di Domenica Minigutti. Pietro era nato il 16 novembre 1782 mentre Domenica era nata il 27 febbraio 1785. Si erano sposati l'8 febbraio 1804. Pietro, a sua volta, sembrerebbe essere figlio di Antonio Virgolini e di una Antonia non meglio precisata.

Nulla di più dicono i registri pubblici mentre i registri sacramentali, conservati negli archivi parrocchiali (che potrebbero aggiungere molti altri particolari) non sono tutti disponibili. Quelli di Jalmicco si tramanda che siano andati distrutti in un incendio della prima metà del XIX secolo. E' probabile che qualche informazione si possa trarre dalla consultazione dei registri di Trivignano e di qualche altra parrocchia del territorio.

[I registri sacramentali sono di quattro tipi: i registri dei battesimi, i registri delle cresime, i registri dei matrimoni e i registri dei defunti. La registrazione effettuata era quella della somministrazione dei sacramenti mentre per il registro dei defunti veniva registrata la funzione funebre per fini fiscali (una quota parte degli introiti spesso era reclamata dal vescovo). Accanto a questi registri, in ogni parrocchia, annualmente doveva essere redatto uno “stato delle anime”, un vero e proprio censimento che serviva ai parroci per verificare chi aveva assolto il precetto pasquale (cioè si era confessato e comunicato nel periodo di Pasqua). Spesso però gli stati delle anime sono stati buttati: lì dove sono stati conservati sono una testimonianza preziosa della vita della popolazione nella singola parrocchia.

Solo le chiese parrocchiali avevano l’obbligo della redazione e della conservazione dei registri sacramentali. Quindi, quando si fanno queste ricerche,  il primo problema è determinare qual era la chiesa parrocchiale competente per territorio. C’è poi da vedere da quale epoca quella chiesa è diventata parrocchiale e da chi dipendeva in precedenza.

L’appartenenza ad una parrocchia determina di conseguenza l’appartenenza ad una diocesi. Ma anche a proposito delle diocesi spesso sono intervenute variazioni che hanno determinato la creazione di documentazione in località diverse.

Nel caso nostro, quando cessa di esistere il Patriarcato d’Aquileia (1751) e viene formata l’arcidiocesi di Udine e l’arcidiocesi di Gorizia, il territorio che sino ad allora aveva costituito una unica istituzione viene diviso tra due entità e da quel momento le carte prodotte dalle due diocesi cominciano a raccogliersi in due archivi diversi: nel nostro caso nell’Archivio diocesano di Udine e nell’Archivio diocesano di Gorizia.  Tutto questo ci interessa direttamente, come vedremo presto, perché Jalmicco si trova due volte sul confine: confine di Stato e confine di Diocesi.]

 

La ricerca sulle vicende della famiglia Virgolini anteriori al 1800

 

Jalmicco era la località dove abitavano i Virgolini prima del loro trasferimento a Sevegliano. Non sappiamo quando i Virgolini si siano stabiliti a Jalmicco e da dove provenissero.

[Jalmicco, come già detto,  era stata una località di confine per tutta l’età moderna dal 1500 al 1797: era compresa nei territori che il Trattato di Noyon (1516) aveva assegnato all’Arciduca d’Austria.  E nei territori austriaci fece parte prima della Contea di Gorizia, poi della Contea di Gradisca (dal 1647 al 1717), poi di nuovo della contea di Gorizia.

Il confine tra Palma (l’attuale Palmanova) e il mare fu sempre oggetto di controversie tra Venezia e Vienna: nel 1754 si attivò una commissione bilaterale che giunse a determinare i confini e a renderli pubblici (tra il 1756 e il 1757: vedi Morelli di Schonfeld, vol. III, p. 58).

Dopo il passaggio di Napoleone, per alcuni anni tutto il Friuli era caduto sotto la dominazione austriaca;  poi fu riconquistato dai francesi ed annesso al Regno d’Italia (dal 1806 al 1814), dopo di che ritornò a far parte dei territori austriaci del Regno Lombardo-Veneto. Dal 1815 Jalmicco  fu inserito nella Provincia del Friuli, Distretto di Palma (e non più nella Provincia di Gorizia) fino al 1866 quando divenne italiana.]

Ma a quella data i Virgolini (almeno in parte) si erano già trasferiti a Sevegliano.

 

[Dal punto di vista della giurisdizione ecclesiastica, Jalmicco fece parte del Patriarcato d’Aquileia (come tutto il Friuli) fino al 1751.  Il territorio del Patriarcato, dopo quella data, fu diviso tra le diocesi di Gorizia e la diocesi di Udine. E Jalmicco, pur facendo parte della Contea di Gorizia, sembrerebbe essere dipeso dalla parrocchia di Trivignano e dalla parrocchia di Palmada, quindi dalla diocesi di Udine.

Trivignano è la pieve principale in quel territorio sin dai tempi più antichi. Ma già nel medioevo tra i luoghi e le chiese soggette a Trivignano erano nate divisioni che portano Chiopris a costituire un contraltare di Trivignano (e Viscone, Nogaredo e Medeuzza la seguiranno distaccandosi anch’esse da Trevignano).  Tra la fine del XV e i primi decenni del XVI secolo anche Clauiano si stacca da Trivignano e porta con se Merlana, Merarolo e Jalmicco (Tilatti,  2006, p. 82 e 118). Nella prima parte del XIX secolo Jalmicco sembra dipendere nuovamente da Trivignano.  Poi, tra il 1845 e il 1846, Jalmicco diventa parrocchia per conto proprio.

Jalmicco è descritto come un complesso di  49 case nel 1700. Forse il paese era diviso in due  borghi: il “borgo di sopra” e il “borgo di sotto”. E’ possibile che la divisione dipendesse da una spartizione operata dalla linea di confine diventata definitiva nella prima metà del XVI secolo e che uno fosse legato a Trivignano (e quindi a Udine) e l’altro  (forse) alla diocesi di Gorizia. E’ certo che nei documenti dell’Archivio parrocchiale di Trivignano tra 1700 e 1800 compaiono abitanti di Jalmicco tra i quali i nostri Virgolini.

Un caso certo di appartenenza della stessa parrocchia ai due stati è quella di Chiopris:  questo luogo era in territorio austriaco mentre le chiese dipendenti di Medeuzza e di Viscone erano in territorio veneto (Morelli di Schonfeld, vol. III, p. 261). Al tempo di Giuseppe II  (forse nel 1782 o forse nel 1786) le giurisdizioni straniere negli stati austriaci devono essere state abolite. E’ quanto accade per alcune località della Valsugana già parte della Diocesi di Feltre ma in territorio asburgico che vengono separate dalla Diocesi di Feltre e inserite in quella di Trento (che era completamente in territorio asburgico).]

Fino ad oggi non ho trovato notizie più precise.

 

 

Fonti d’archivio:

Trivignano Udinese, Archivio della parrocchia  di S. Teodoro martire (Piazza Municipio 9, 33050 Trivignano Udinese)

- “Registro de’ Matrimoni nella Parrocchia di Trivignano dalli 16 agosto 1784 fino…”,[6 dicembre 1873]

- “Cresimati dal 1808-1853”

- “Morti a Trivignano dalli 4 settembre 1792 sino a tutto 1828”

 

 

Tavola 1: I confini intorno a Jalmicco tra Repubblica Veneta e territori austriaci nel XVI-XVIII secolo.

 

 

Due anni dopo che Jalmicco si era staccata dalla parrocchia di Trivignano  e si era costituita in chiesa (parrocchia) autonoma, un incendio ha distrutto i documenti della parrocchia (che però dovevano essere ben poca cosa dato che la parrocchia era stata appena costituita).

Nel registro dei Cresimati e in quello dei Morti di Trevignano non c’è nessun Virgolini. Sulla base del Registro de’ Matrimoni si sono messe insieme tutte le notizie che integrano, sino ad oggi, i dati riferiti dall’Archivio comunale di Bagnarla Arsa.

 

[Per cercare nuovi elementi l’indagine si è rivolta alle carte conservate all’Archivio di Stato di Udine, a cominciare da due fondi: l’Archivio notarile antico e lo Stato civile napoleonico.

L’Archivio notarile antico è stato consultato nella speranza che, tra gli atti notarili rogati nel territorio della Repubblica di Venezia, Patria del Friuli,  nelle località di confine vicine a Jalmicco, si trovassero riferimenti ai Virgolini. Il punto di avvio è stato determinare quali erano le località sedi di notaio tra Palma, Trivignano, S. Maria la Longa, Bagnarla Arsa e la linea di confine con i territori arciducali. Sono risultati presenti e operanti notai a Palma, a Clauiano, a Merlana, a Privano, a Sevegliano, a Viscon di Torre. Non vi sono notai che rogano atti a Trivignano; vi è qualche atto (tra quelli consultati) che riguarda abitanti di Jalmicco mentre non vi sono notai veneti a Jalmicco perché, appunto, è territorio arciducale.  Le buste da controllare sono ancora tante: solo per Palma sono 130; lo spoglio è appena cominciato e per ora non sono emersi risultati.

Cosa si potrebbe trovare? Gli atti notarili non riguardano solo momenti importanti come i testamenti o le doti matrimoniali (che presuppongono comunque una condizione di benessere economico propria di poche persone) ma anche la contrazione di prestiti o l’affitto di un campo o di una casa e tra questo tipo di contratti speravo di incontrare qualcuno dei Virgolini. Per ora non è accaduto: sono stati esaminati i protocolli relativi a Clauiano (6 buste).

Qualche dato più interessante è emerso da una seppur veloce consultazione di alcune buste dello Stato civile napoleonico che copre gli anni 1806-1815. E’ ordinato per i comuni di allora e vi sono buste che riguardano sia Clauiano che Jalmicco (oltre a tutte le altre località del medio Friuli): si ricordi che durante questi anni tutto il Friuli era parte del Regno d’Italia, fino al confine dell’Isonzo.

Per lo Stato civile napoleonico Jalmicco è un comune autonomo mentre in alcuni casi sembra che Clauiano e Jalmicco (e Sottoselva) compongano un unico comune (cfr. le Fonti d’archivio indicate sotto). 

Da quest’ultima fonte si hanno alcune conferme ai dati già posseduti e vi sono alcune aggiunte.]

 

Le conferme

Nei registri delle nascite del periodo 1811-1815 troviamo notizie di Giacomo Virgolini e di Anna Aizza: nasce un loro figlio, Pietro,  il 19.5.1811 e un altro figlio, Stefano, il 13.3.1815.

Nasce anche un loro nipote che è  Giacomo, nato  il 17.6.1814: è figlio di Antonio Virgolini (di anni 20 da Jalmicco, figlio di Giacomo e di Anna Aizza) e di Orsola Bon di Medeuzza (che si erano sposati il 24.7.1813). L’altro figlio di Giacomo e di Anna Aizza, Domenico, aveva sposato Anna Bearzot il 9.2.1820. Il figlio di Domenico e di Anna Bearzot, Giuseppe aveva sposato Caterina Bon il 14.2.1855.

 

Troviamo poi notizie di Pietro Virgolini e di Domenica Minigutti: muore un primo figlio Gianbattista di 3 anni il 23.11.1808; nasce la figlia Teresa il 22.10.1808; nasce il figlio Gianbattista, il 28.2.1811; nasce il figlio Antonio l’1.8.1812; nasce il figlio Giulio il 28.3.1815 (quando Pietro risulta avere 32 anni ed è definito “villico” di Jalmicco). 

 

Le novità

Nasce Giacomo il 27.12.1809, figlio di Stefano Virgolini e di Orsola Ceccotti.

Troviamo  un Giuseppe che nasce il 28.3.1811 ed è figlio di Stefano Virgolini (di 43 anni di Jalmicco) e di Anna Gallina.

C’è poi una Anna Maria, che nasce il 6.7.1812, figlia di un altro Stefano Virgolini (di 23 anni) e di Orsola Ceccotti di Villanova.

C’è Domenico, nato l’8.6.1812, figlio di Antonio Virgolini (di 23 anni) e di Orsola De Corti di Joannis.

Ancora c’è Gianbattista, che nasce il 3.9.1813, figlio di Stefano Virgolini e di Orsola Ceccotti.

C’è Carlo, che nasce il 25.4.1814, figlio di Antonio Virgolini (di 23 anni da Jalmicco) e di Orsola De Corti

 

In questi registri si nota quasi sempre la versione Vergolin o Vergolino al posto di Virgolini.

 

Come si collegano le novità alle cose già note?

Oltre ad Antonio, Giacomo e forse Domenico che sarebbero figli dello stesso padre che si chiama Giuseppe, a Jalmicco c’è almeno un altro ceppo di Virgolini da cui derivano lo Stefano che ha sposato Anna Gallina, lo Stefano che ha sposato Orsola Ceccotti e l’Antonio che ha sposato Orsola De Corti

 

Dal registro dei morti per quegli anni abbiamo qualche altra novità.

Il 23.11.1808 troviamo registrata la morte di Giovanbattista Virgolini, di 3 anni, figlio di Pietro e di Domenica Minigutti (sono domiciliati lì).

Il 3.4.1812 troviamo registrata la morte di Caterina Carlini, vedova di Giambattista Virgolini di Jalmicco, di anni 70

Il 25.7.1812 troviamo registrata la morte di Anna Maria (ha 18 giorni), figlia di Stefano Virgolini e di Orsola Ceccotti.

Il 10.9.1813 troviamo registrata la morte di Gianbattista( ha 8 giorni), figlio di Stefano Virgolini e di Orsola Ceccotti.

Il 2.2.1814 troviamo registrata la morte di Michele Virgolini (di anni 60), mendicante, vedovo di Maria Paviot di Jalmicco. Era figlio di Valentino Virgolini e di Maddalena Macor, villici di Jalmicco.

Il 6.11.1814 troviamo registrata la morte di Antonia Minigutti, di anni 55, moglie di Domenico Virgolini.

 

Dal registro dei matrimoni infine risulta che il 27.11.1808 si erano sposati Giuseppe Gioacchino Cossaro, agricoltore, vedovo, di 44 anni, e Domenica Virgolini agricoltrice di 31 anni, figlia di Michele Virgolini e della fu Maria Paviot. Domenica è nata il 23.3.1779 a Jalmicco. Sono tutti “illetterati”.

La notizia relativa a Michele Virgolini ci consente di andare alla prima meta del 1700: quando muore aveva 60 anni quindi era nato intorno al 1754. Suo padre, Valentino, doveva essere nato intorno al 1730 o anche qualche anno prima.

 

La giurisdizione ecclesiastica nei territori intorno all’attuale Palmanova

[La possibilità di consultare le carte degli archivi parrocchiali conservati a Sevegliano, nel comune di Bagnaria Arsa, ha aperto alla comprensione di come fosse organizzata la giurisdizione ecclesiastica intorno a Palma (l’attuale Palmanova). Fuori della Città la pieve aveva sede a Palmada e il pievano di Palmada aveva giurisdizione anche su S. Lorenzo, Sevegliano, Sottoselva e metà di Jalmicco (che era divisa in due dalla strada: la parte di sotto era di Palmada, la parte di sopra era di Trivignano. La situazione di Jalmicco è cambiata nel 1782 quando, per decreto imperiale, a Jalmicco è stato dato un parroco che veniva dalla parte austriaca per quella parte di territorio che ricadeva sotto l’Austria). Sevegliano è diventata la pieve di riferimento dopo la distruzione della chiesa di S. Croce di Palmada avvenuta nel 1797. Fino agli ultimi decenni del 1700 i preti che esercitavano a Palmada avevano quindi competenza su parte di Jalmicco e su quella parte della popolazione registravano i battesimi, i matrimoni e i defunti (e forse facevano degli “stati delle anime”).]

Cfr. I Virgolini di Jalmicco e di Palmada.

 

Gli atti notarili e le carte giudiziarie e fiscali conservate a Gorizia

Un atto di vendita del 1683 parla di Giacomo e di Giovanni Virgolini, figli di Giovanni: in quel anno cedono un  pezzo di terra grande come due campi.

Questo, per il momento, è il più antico riferimento ai Virgolini che sono presenti nella zona intorno a Palma-Palmada-Jalmicco.

 

Fonti d’archivio:

 

Udine, Archivio di Stato, Fondo Stato civile napoleonico

- “Stato civile. Registro delle morti della Comune di Jalmico” (Per l’anno 1808; Per l’anno 1809; Per l’anno 1810)

- “Stato civile. Registro dei Matrimoni della Comune di Jalmico” (Per l’anno 1808; per l’anno 1809; per l’anno 1810.

- “Stato civile. Registro delle Nascite della Comune di Jalmico” (Per l’anno 1808; per l’anno 1809; per l’anno 1810).

- “Registro delle Morti della Comune di Clauiano” (Per l’anno 1806; per l’anno 1807; Per l’anno 1808; Per l’anno 1809; Per l’anno 1810).

- “Registro delle morti della Comune di Clauiano e Jalmicco” (Per l’anno 1811; Per l’anno 1812; Per l’anno 1813).

- “Registro morti per l’anno 1814. Claujano Jalmicco con Sottoselva”.

- “Registro delle nascite della Comune di Claujano per l’anno 1810”.

- “Registro delle nascite della Comune di Claujano e Jalmicco” (Per l’anno 1811; Per l’anno 1812).

- “Registro nascite. Anno 1813. Comune di Claujano e Jalmicco”

- Claujano Jalmiccco con Sottoselva. Registro nascite per l’anno 1814

- Registro nascite. Anno 1815. Comune di Claujano e Jalmicco.

 

Sevegliano (Bagnaria Arsa), Archivio parrocchiale

- Registro segnato “1. Sevegliano. Battesimi 1568-1601. Matrimoni 1567-1598”, di carte 36

- Registro segnato  “2. Palmada. Sponsali e Matrimonii di forestieri febbraio 1626.1638”; cc. nn.

- Registro segnato “3”. Sulla prima carta interna: “Palmata. Liber Baptizatorum a die 29 Martii anni 1642 usque ad 18 septembris 1689”. “Sevegliano. Item matrimoniorum ab anno 1642 ad 24 januarij anni 1689 totius paroeciae”

- Registro segnato “4. Palmada” (sul dorso) e nella prima carta interna “Liber baptizatorum Palmatae ab anno 1626 die 8 februarii usque ad 22 augusti anni 1706” ma contiene anche Matrimoni del 1641-1642.. Carte con numerazioni diverse.

- Registro segnato “5. S. Lorenzo Sottoselva” (sul dorso). Nella prima carta interna “Liber baptizatorum et mortuorum S. Laurentij et Subsilvae”. Nati, matrimoni e morti tra il 1680 e il 1705. Carte non segnate.

- Registro segnato “6. S. Lorenzo” (sul dorso). Sulla coperta “Liber mortuorum in S. Lorenzo a 1705 16 Maij usque 1779”. Carte non segnate

- Registro segnato “7” (sul dorso). Sulla prima carta interna “Palmada. Liber Baptizatorum coeptus 1706..1794”Carte 248. A carta 246 il parroco don Ferdinando Tonutti dice di aver trascritto in italiano tutti gli atti di nascita del registro per facilitare coloro che vogliono chiedere i danni della “spianata di Palma nel 1796-1806-1813”.

- Registro segnato “8”. Sulla coperta “Anno Domini 1728…usque…1743…Liber matrimoniorum Palmatae S. Laurentii Seveliani et Subsilvae”

- Registro segnato “9. Matr. 1743-1774” (sul dorso). E sulla prima carta interna “Liber matrimoniorum…1. Palmatae nunc dirutae 2. Palmae novae nunc Paroecia indipendentis 3. S. Laurentii nunc diruti 4. Seveliani nunc Paroecia loco Palmatae 5. Subsilvae”

- Registro segnato “9” sul dorso ma “9bis” nella prima carta interna.: “Liber Mortuorum ab anno 1729 usque ad 1843”. Con aggiunta a matita “Sevegliano”. Carte 184.

- Registro segnato “10”. Sulla coperta “Liber Confirmatorum ab anno 1736 usque ad 1849. 10”. Carte non segnate. Le ultime sono  strappate in parte.

- Registro segnato “11. Battezza. 1735-1841”. Carte 250.  Nella prima interna di copertina un elenco di cappellani di Sevegliano dal 1735 al 1942.

- Registro segnato “12” (sul dorso). Sulla coperta “liber Matrimoniorum ab anno 1774 usque ad 1841”. Aggiunte a matita colorata “Palmada e Sevegliano”. Pagine segnate sino a 51 poi non segnate.

- Registro segnato “13” (sul dorso). Sulla coperta “Liber Confirmatorum ab anno 1850 usque ad annum 1894”. Carte non segnate.

- Registro segnato “14” (sul dorso) e ancora “Battesimi Matrimoni Morti dal 1842 al 1892”. Sulla coperta “1842-1892. Liber Baptizatorum Matrimoniorum ac Mortuorum Seveliani…” . Nella prima interna di copertina l’elenco dei parroci dal 1478, poi 1567 al 1959.  rubrica per ciascuna delle parti.

 

 

 Il trasferimento dei Virgolini a Sevegliano (Comune di Bagnarla Arsa)

 

Dal matrimonio di Antonio e Anna Zof nasce Pietro che sposa Maria Zamparo che hanno come primi figli un nuovo Antonio (che sposa Caterina Cettolo) e Luigi (che sposa Maria Cettolo): con questi matrimoni arriviamo a molti degli attuali discendenti che portano il cognome Virgolini e che oggi sono sparsi per il Friuli e fuori, nel mondo. Altri figli di Pietro Virgolini e Maria Zamparo sono Leonilda (che sposa Francesco Sgubini ed emigra in Argentina), Ermenegildo (che sposa Anna Maria Gaspardis ed emigra in Argentina), Maria Amabile (1879-1957), Umberto (1862-1882), Celeste (che sposa Sante Beltrame e si trasferisce a Mortegliano), Elisabetta (che sposa Antonio De Biasio e si trasferisce a Privano) e Caterina (che sposa Primo o Pietro Martin e rimane ad abitare a Sevegliano).  Tra i Virgolini e i Martin rimasti a Sevegliano, che erano cugini in quanto figli di fratelli e sorelle,  i rapporti sono stati molti intensi sempre. Una tabella ricostruisce i dati che sono stati raccolti a suo tempo sui discendenti di Caterina Virgolini e Primo Martin, tabella che ha bisogno di molte integrazioni e precisazioni.

 

 

L’emigrazione dei Virgolini in Argentina

 

L’emigrazione verso l’Argentina caratterizza la storia dei Virgolini nel secondo Ottocento e primi del Novecento. Qualcuno ritorna per breve tempo in Italia all’inizio del nuovo secolo e poi ritorna definitivamente in Argentina. Tutte da scoprire le cause dell’emigrazione anche se si possono immaginare. Due tabelle sono dedicate alla ricostruzione dei Virgolini partiti per l’Argentina e alle famiglie che si sono formati: i Virgolini che  erano figli di Antonio e di Anna Zof,  emigrati tra il 1880 e il 1900, e quelli figli di Pietro e di Maria Zamparo, emigrati all’inizio del 1900. In Argentina i Virgolini si sono sistemati prevalentemente nelle province di Cordoba, di Rosario e a Buenos Aires.

Tra la documentazione che è servita per costruire le precedenti tabelle una importanza fondamentale ha avuto la corrispondenza di Mario Virgolini con i discendenti dei Virgolini andati in Argentina: mancano ancora tanti dati ma quelli che sono arrivati consentono di integrare quelli che sono stati ricavati dai fogli anagrafici dei comuni di Bagnaria Arsa e di Péalmanova.

 

 

 

Bibliografia generale:

 

Morelli di Schonfeld C., Istoria della Contea di Gorizia, Gorizia, 1855 (ristampa 1972);

Della Bona G.D., Osservazioni ed aggiunte sopra alcuni passi dell’Istoria della Contea di Gorizia di Carlo Morelli di Schonfeld, Gorizia 1856 (ristampa 1972)

Corbanese G.G., Il Friuli, Trieste e l’Istria nel periodo veneziano. Grande atlante storico-cronologico-comparato, Udine, Del Bianco Editore, 1987;

Bertolini G.L.-Rinaldi U., Carta politico-amministrativa della Patria del Friuli al cadere della Repubblica Veneta, Udine, Società storica friulana, 1913

Geat A., La  villa di Joannis, in “Studi goriziani”, XLI, Gorizia 1975

Miotti T., I castelli del Friuli/3. Le giurisdizioni del Friuli orientale e la contea di Gorizia, Udine, Del Bianco, 1980

Gaspari P., Storia popolare della società contadina in Friuli, Monza, Piffarerio, 1970

Battistella A., I Toscani in Friuli, Bologna, Zanichelli 1898

Burba G., Scorcio storico sul patriarcato d’Aquileia e sull’arcidiocesi di Udine, in Stato personale e locale dell’Arcidiocesi di Udine, Udine 1978, Arti grafiche friulane

Stato personale e locale dell’Archidiocesi di Gorizia, Udine Arti grafiche friulane 1979

Tagliaferro A. (a cura di), Venezia e il Friuli. Problemi storiografici, Milano, Giuffrè editore, 1982

Dorsi P. P., L’organizzazione della giustizia a Gorizia tra il 1783 e il 1850, “Studi goriziani”, LI/LII, 1980

Staffuzza B., Il notariato nella storia del Goriziano, Gorizia 1984

Del Bianco Cotrozzi M., La comunità ebraica di Gradisca d’Isonzo, Udine, 1983

Cultura e formazione del clero fra ‘700 e ‘800. Gorizia, Lubiana e Lombardo-Veneto, Gorizia, Grafica goriziana, 1985

Gli ebrei a Gorizia e a Trieste tra ancien regime ed emancipazione, Udine, Del Bianco Editore, 1984

Carlo Michele Attems primo arcivescovo di Gorizia (1752-1774). Atti del Convegno, Gorizia 1990

Tavano L., La diocesi goriziana (1751-1982), in Annuario-Letopis dell’Arcidiocesi di Gorizia, 1991

Tilatti A. , I catapan di Trivignano Udinese (secoli XIV-XVI), Roma, Istituto storico italiano per il medio evo, 2006

 

 

OSBAT

 

Sulla famiglia Osbat le ricerche sono solo all’inizio. Le prime indagini sono state condotte all’Archivio diocesano di Gorizia e presso l’Ufficio dell’anagrafe dello stesso comune. La famiglia è a Gorizia dalla fine del Millesettecento (forse si sposta al centro della Città da uno dei sobborghi). Vi sono senza dubbio diversi rami di Osbat dei quali io seguo solamente quello che ha dato origine alla mia famiglia.

Sul foglio di Excel che è collegato si leggono schematicamente i primi dati raccolti: (GenealogiaOsbat).